Porto; interrogatorio a Novi: “Sono innocente”
marzo 9, 2010 - Autore: Andrea
Canale: Cronaca&Attualità , In primo piano
“Prima Tirrenia ha lasciato Ponte Libia. Ora Gianluigi Aponte, uno dei piu’ potenti terminalisti del mondo, abbandona Calata Bettolo. Si preannunciano tempi assai difficili per lo scalo genovese”. E’ questa l’opinione, espressa anche ai giudici genovesi, dell’ex presidente dell’Autorita’ portuale di Genova Giovanni Novi, che stamani ha sostenuto un lungo interrogatorio di fronte al gup Maurizio De Matteis nell’ambito dell’udienza preliminare del procedimento che lo vede indagato insieme ad altre sette persone in seguito all’assegnazione del terminal Multipurpose che la procura ipotizza sia stata effettuata seguendo una logica clientelare. I reati ipotizzati a carico degli indagati sono, a vario titolo e per alcuni in concorso, truffa, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, usurpazione di funzioni pubbliche e concussione. Le persone a cui sono contestati i reati sono Giovanni Novi, Giuseppe Novaresi, avvocato dello Stato, Sergio Maria Carbone, consulente dell’autorita’ portuale e dello stesso ex presidente Novi, Alessandro Carena, pubblico ufficiale incaricato di incanti e licitazioni dell’autorita’ portuale, Aldo Grimaldi, armatore, Aldo Spinelli, terminalista, Walter Marchelli, ex vice di Paride Batini e Filippo Schiaffino, direttore dell’autorita’ portuale. “Ho sempre agito nella legalita’ e lo dimostrero’ – ha commentato Novi durante una pausa dell’interrogatorio – In quanto alla suddivisione del Multipurpose, il Consiglio di Stato ha dato ragione a me”. La suddivisione del Multipurpose e’ stato uno dei due argomenti che Novi ha voluto affrontare, affiancato dal suo legale Cesare Manzitti. Il pm Walter Cotugno, titolare dell’inchiesta, ritiene infatti che la corretta procedura di gara fu messa in secondo piano e le decisioni sulla suddivisione del terminal furono prese a tavolino dal presidente in accordo con alcuni terminalisti. Secondo i legali di Novi non fu mai effettuata una gara in quanto fu seguita una procedura alternativa – o “accordo sostitutivo” – codificata all’articolo 18 della legge 84 del 1994 che regola le attivita’ portuali.












